La Zucca di Halloween.
Dipende tutto da come la si guarda: è un sicuramente un simbolo, anzi, un’icona del periodo che va da fine settembre al 1 novembre. E’ un esempio di folklore pagano sopravvissuto all’interno del flusso del tempo. Costituisce un esercizio di bravura per tutti gli intagliatori, dai dilettanti ai più esperti. Ti procura un biglietto per caramelle e dolcetti assicurati, bussando a case estranee. E’ suggestione, introspezione, desiderio di portare nelle proprie case, almeno per una notte, un po’ di quella magia che si crede avvenga fuori nell’oscurità che avvolge la fine del 31 Ottobre e da il benvenuto al 1 Novembre.
Diciamolo, é Lei, Jack O’ Lantern, l’indiscussa zucca intagliata a ricordare una testa ghignante o allegra, protagonista della Notte di Halloween.

Abbiamo avuto modo di affrontare già un elemento del folklore della notte di Ognissanti, quando abbiamo raccontato la Leggenda del Cavaliere senza Testa
Il valore folkloristico della zucca intagliata per la notte di Halloween ha origini molto antiche: la credenza di base era che le cucurbite appositamente intagliate come visi illuminati nella notte, confondessero gli spiriti maligni e i demoni, i quali, secondo la tradizione, avevano accesso libero al mondo terrestre proprio in questa notte. Secondo la credenza, gli spiriti sarebbero stati ingannati e avrebbero scambiato la zucca di Halloween per esseri umani, lasciando in pace proprio quest’ultimi.
Si tratta di una delle tradizioni del paganesimo più affascinanti. Non solo per quella sensazione di vicinanza che molti inconsciamente desiderano avere per aumentare il valore della festa. In parole povere, ad Halloween (per chi la vive ancora con un po’ di trasporto) piace l’idea di essere spaventati o di vivere un’esperienza da brividi, perché oramai l’idea della magia che circonda questa notte si è radicata in essa. Per questo motivo si fanno scherzi e ci si nutre di film “spooky”. Ma anche perché sappiamo che si tratta di un divertimento innocuo. La paura, quella vera, è un sentimento troppo primordiale per essere fabbricata artificialmente e che solitamente, non si va a cercare.
Questo fa della zucca un vero e proprio totem simbolico di fascinazione e ritualità. In essa, anticamente, le persone riversavano la loro sicurezza nell’essere protetti dalle creature del male.
Cosa che prendevano molto seriamente…

Ma cosa c’entra la zucca di Halloween con l’arte terapia?! Se siete su questo sito, dovrebbe riguardarci qualcosa. Scavare e intagliare una zucca per Halloween, Samhain o la notte di Ognissanti, non si lega solo alla tradizione o al divertimento.
Un valore aggiunto di questa tradizione, al quale si tende a fare meno caso, è il fatto di intagliare questi oggetti – totem con le mani. Il toccare la zucca, sporcarsi con essa, osservare come prende forma il ghigno sul suo viso, al pari di una scultura fatta con la creta o con il legno o altro.

In arteterapia il valore del tatto è una componente fondamentale, perché fra le altre (molte) cose, permette la compartecipazione del corpo, l’attivazione della sfera sensoriale e delle reazioni più viscerali. Nella tradizione, ci si sentiva parte di quell’atto creativo, che in un secondo momento avrebbe visto l’attribuzione di valori rituali e taumaturgici e avrebbe condotto i partecipanti a sentirsi ancora più coinvolti nell’atto magico.

Il fare la zucca di Halloween con le proprie mani e poi attribuirle un valore di protezione degli ambienti familiari, amplificava ulteriormente il valore del rituale legato all’oggetto. Offriva alle persone la percezione di riuscire con le proprie mani a modellare in qualcosa di terreno (più terreno di così, stiamo parlando di un ortaggio…) qualcosa che riuscisse ad avere la meglio sulle forze del male.
Gli esseri umani, attraverso l’oggetto creativo – la zucca in questo caso- attribuiva a sé stesso la suggestione e la credenza di potersi difendere dal sovrannaturale. Ecco che la Zucca di Halloween, prima ancora che un simbolo, costituisce una forma d’arte estremamente vicina alla sfera della natura, della famiglia e del contesto, che reca in sé una credenza ritualistica. Una credenza che ha come obiettivo quello di aiutare e di proteggere. E, se vogliamo, anche di comunicare con una dimensione altra, dove le parole non potrebbero giungere… ma il potere di un oggetto magico si!
Per queste caratteristiche, la zucca di Halloween è senz’altro diventata un simbolo, ma prima ancore, ha costituito un oggetto artistico che si è legato profondamente al concetto di aiutare, di fare del bene, di apportare un cambiamento benefico e di coinvolgere emozionalmente le persone intorno ad essa.
Una forma d’arte creata con le mani per aiutare. In seguito per spaventare.
Comunque la vogliate vedere, ricordatevi di averne sempre una in casa.
Felice Halloween!!

