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FAIRY TALE – “Lo Schiaccianoci”

Continuiamo con le fiabe a tema Natalizio, nella nostra rubrica più magica.

L‘altra volta avevamo parlato del fatto che ciò che realmente ci piace del Natale è quella atmosfera speciale. E l’indissolubile speranza che in quella notte fra il 24 e il 25 Dicembre, qualcosa di speciale ci accada. Il tutto deriva dalla notte in cui si verificò proprio quella magia della nascita del Salvatore.

Per questo motivo molte fiabe e storie magiche sono ambientate in questa notte. Una in assoluto delle più belle, tipiche e suggestive, che da sempre è emblema del Natale, è la storia dello Schiaccianoci.

Prima di parlare di questa storia, bisogna fare una importante precisazione. Lo Schiaccianoci è una storia riveduta e corretta una infinità di volte, molto spesso edulcorata. Si tratta sempre e comunque di una bella fiaba, in cui alla fine il bene trionfa e la magia volge ad aiutare il bene.

Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, meglio noto come E. T. A. Hoffmann scrisse nel 1816 la fiaba originaria: essa era molto lunga e complessa e dalle tinte fosche, in cui il re dei topi era un mostro con diverse teste. Inoltre, vi aleggiava dentro un’atmosfera romantica per la quale gli esseri umani fossero destinati, per ragioni anche morali, a soccombere ad una forza superiore.

Alexandre Dumas (il padre dei Tre Moschettieri) scrisse nel 1845 la sua versione, molto più vicina ad una bella fiaba di Natale e senza il carico morale. Quest’ultima costituisce la effettiva spina dorsale su cui Petipa, il grande coreografo francese al servizio degli zar, costruì nel 1891 il balletto tanto amato. Con il contributo unico della musica di  Pëtr Il’ič Čajkovskij .

Da lì iniziò la tradizione, poiché il balletto si diffuse in tutti i teatri europei e divenne un tipico della atmosfera del Natale.

Lo Schiaccianoci non divenne popolare solo per la sua magia.

La quale mostrò come un giocattolo potesse trasformarsi in un eroe o come una bimba in pigiama potesse diventare una principessa fata. Fu una favola che nel suo piccolo mostrò tante piccole tradizioni legate alla festa, tradizioni mitteleuropee o russe.

Variazione della Fata Confetto
Variazione della Fata Confetto

Ad esempio, nelle scene in cui i bambini danzano intorno all’albero o giocano con la trottola per vincere soldi e in cui ricevono i soldatini meccanici. O quando danzano il Galop, una danza francese.

Nella seconda parte parte, la parte nel regno fantastico, la fiaba si allarga anche sul piano antropologico.

In un modo del tutto originale, i personaggi che si susseguono alla corte della Fata Confetto sono elementi alimentari che si esibiscono in danze tipiche dei propri paesi.

  • La Cioccolata per la Danza spagnola
  • Il Caffè nella Danza araba
  • Il Tè con la Danza cinese

E’ importante anche il fatto che la Fata principale faccia eco ad un qualcosa da mangiare, come un confetto. Un alimento dolce, chiaro, che rimanda a celebrazioni allegre. Un qualcosa di fragile e di prezioso.

Questi rimandi al cibo, a mio parere, racchiudono una ancor più sfiziosa dimensione incantata; si rifanno al fatto che in Nord ed Est Europa (e in seguito negli Stati Uniti) è tipico utilizzare decorazioni fatte con biscotti, panpepato, marzapane o caramelle.

Da lì la creazione di un mondo parallelo, in cui un oggetto che schiaccia una noce è evidentemente un guerriero, mentre una caramella bianca è una principessa.

E che l’antagonista potesse essere un nemico giurato di quel tipo di decorazioni glassate, soprattutto nel’800 e ‘900: i topi.

Nelle immagini dell’artista e illustratore boemo Artuš Scheiner, che rappresenta la storia, possiamo proprio vedere questa ricerca del mistero e dell’incanto notturno.

Artuš Scheiner, Illustrazione da "Lo Schiaccianoci e il Re dei Topi", 1924
Artuš Scheiner, Illustrazione da “Lo Schiaccianoci e il Re dei Topi”, 1924

In uno stile Art Noveau molto sopra le righe, quasi fumettistico, l’artista rappresenta il momento in cui gli adulti, dopo la festa di Natale, cedono al sonno e da lì iniziano tutte le avventure di Clara e del suo Schiaccianoci.

Da lì a poco inizierà l’attacco dei topi e del loro Re.

Si vede un primo topo scorrazzare sulla culla di un bambino addormentato, mentre persino i gatti dormono. Il tutto è ammantato da un fantastico blu profondo (ideale per noi!), il quale naturalmente suggerisce la notte e anche il fatto che certe magie possono avvenire solo quando gli adulti non guardano.

Poiché esso è il mistero dei bambini.

Artuš Scheiner, Illustrazione da "Lo Schiaccianoci e il Re dei Topi", 1924
Artuš Scheiner, Illustrazione da “Lo Schiaccianoci e il Re dei Topi“, 1924

Nella seconda illustrazione, ecco invece il momento chiave della storia: il piccolo Schiaccianoci ha preso vita e si mostra a Clara, consapevole che sia essa l’eroina che lo aiuterà a tornare a casa.

Nella semplicità della scena e nei colori simbolo (il blu della notte e l’arancione della candela) si passa da un mondo segreto a un mondo fantastico, che tutti sogniamo nel momento in cui andiamo a dormire alla Vigilia di Natale.

Può essere la nascita di Gesù Bambino, l’arrivo di Babbo Natale, tre spiriti che vogliono insegnarci qualcosa oppure un’avventura incredibile che può portarci verso mondi meravigliosi.

Al mattino, poi, tutto sarà al suo posto: i regali saranno sotto l’albero e i giocattoli saranno tornati giocattoli e saranno accanto al letto (come Artuš Scheiner, nell’ultima illustrazione ci mostra).

Proprio perchè fra le varie caratteristiche di questa fiaba, c’è qualcosa di comune a tutte le fiabe: sono ineffabili e durano solo il tempo di viverle. Non abbastanza per crederci del tutto.

Artuš Scheiner, Illustrazione da "Lo Schiaccianoci e il Re dei Topi", 1924
Artuš Scheiner, Illustrazione da “Lo Schiaccianoci e il Re dei Topi“, 1924

Noi crediamo in questo.

Fairy Tale – “Lo Schiaccianoci

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(Dedicato alla Notte di Natale, un momento per me ancora più speciale)

https://www.youtube.com/watch?v=qy6dlGpC3Ns

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