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FAIRY TALE – “L’Adorazione dei Pastori”

Sebbene non si tratti propriamente di una favola in senso stretto, si tratta di un racconto meraviglioso, tramandato nei secoli, che fonda la base dell’attuale bellissimo periodo in cui stiamo entrando.

Il Natale.

Il concetto stesso della “notte magica”, “notte santa”, “notte silenziosa” gira tutto intorno al fatto che nella notte fra il 24 e il 25 Dicembre vi è un meraviglioso mistero che si annida e che porta gioia. Vi è sempre stata una vena di magia in questa notte.

Sennò non si spiega che molti altri racconti abbiano scelto questa notte per ambientar storie che hanno come tema la magia. Si pensi al Canto di Natale.

O allo Schiaccianoci. Per non parlare dei film.

Si può credere che la componente basilare sia di tipo religioso. Ma non è quello il nostro intento. La Storia della Notte di Natale intesa come notte in cui a Betlemme venne alla luce il Bambino Gesù, la prendiamo nel senso più romantico, magico e tradizionale che possiede.

La base della creazione del Presepe.

Un’idea di magia (di origine divina) che dette vita nei secoli successivi ad altri tipi di magia raccontata nei libri e nelle storie.

Ma il concetto che continuò a coinvolgere l’immaginazione collettiva (e la corrispettiva iconografia) si basò tutta su quel meraviglioso mistero, che ancora oggi ci affascina e ci spinge a celebrare, con una lunga serie di tradizioni affascinanti da tutto il mondo, proprio quella notte.

E l’intenzione per cui The Blue Drop ha creato FairyTale .

Antonio Allegri detto il Correggio "L'Adorazione dei Pastori" (La Notte)  , 1525 - 1530, Gemäldegalerie, Dresda - particolare
Antonio Allegri detto il Correggio “L’Adorazione dei Pastori” (La Notte) , 1525 – 1530, GemäldegalerieDresda – particolare

La storia la si conosce bene, si può dire che faccia parte ufficialmente del folklore cristiano: Giuseppe di Nazareth e la giovane Maria, sua moglie, incinta, si trovano in viaggio per andare a compiere il censimento. Giunge il momento di partorire e non trovano posto in nessun albergo o locanda di Betlemme.

Dunque, si rifugiano in una stalla fredda e buia, dove trovano calore dal respiro dei propri animali, un bue e un asino (animali fra l’altro simbolici). A portare omaggio dopo la nascita, un gruppo di pastori miti e dal cuore disponibile che si sono fatti guidare da una stella splendente apparsa nel cielo fino alla capanna.

Il mistero della nascita, l’adorazione dei più umili, la scenografia di assoluta povertà: tutti dettagli che emanano il vero significato di quello che dovrebbe essere il Natale.

Disponibilità verso gli altri, generosità, semplicità. I regali che ci si scambia sotto l’Albero sono proprio un richiamo a quei doni che i pastori portarono. Anche se loro, nella versione più poetica, portarono solo rispetto, gioia, adorazione e canzoni.

Nella versione più pratica, recarono alla famiglia anche qualcosa di cui potevano aver bisogno, come cibo, latte, legna…

Nella versione contemporanea si portano pigiami, composizioni di creme e profumi e Ipod. Ma il bello del Natale è anche questo.

Correggio, nella sua incantevole opera del 1525, riporta nella scena il momento esatto in cui i pastori sono appena giunti alla stalla.

Antonio Allegri detto il Correggio "L'Adorazione dei Pastori" (La Notte) , 1525 - 1530, Gemäldegalerie, Dresda
Antonio Allegri detto il Correggio “L’Adorazione dei Pastori” (La Notte) , 1525 – 1530, GemäldegalerieDresda

Vi sono i pastori e anche alcune donne.

Una in particolare (il dettaglio più autentico di tutta la composizione) si sta lasciando abbacinare dalla luce emanata dal Bambino, che rende Maria del tutto rapita e che quasi non si accorge dei suoi nuovi ospiti.

Scrisse Vasari, il famoso storico dell’arte contemporaneo dei pittori del Rinascimento, a proposito di quella donna: “una femina che volendo fisamente guardare verso Cristo, e per non potere gli occhi mortali sofferire la luce della Sua divinità, che con i raggi par che percuota quella figura, si mette la mano dinanzi agl’occhi, tanto bene espressa che è una maraviglia

Il gioco su cui Correggio gioca proprio per dare enfasi a questa contrapposizione fra la sfera terrena estremamente semplice in cui si svolge la scena e al contempo la sua divinità è proprio la luce.

Difatti, il titolo alternativo a “L’Adorazione dei Pastori” è “La Notte“: tanto è notte quanto vi è luce a evidenziarla ancora di più.

Vi sono anche degli angeli, raggruppati appena sopra la famiglia, i quali, nonostante la loro natura divina, sono anch’essi travolti dall’onda luminosa.

Unico dettaglio meno in luce, Giuseppe in secondo piano e del tutto non illuminato, alle prese con gli animali.

A volerlo interpretare con una lettura simbolica, il pittore volle essere elitario e lo confinò in una dimensione più terrena e meno divina.

Il Natale può essere visto in molti modi. Può essere tradizione, svago, famiglia, generosità. Possono essere regali, pranzi e cene, film a tema, musica. Magari ricongiungimento. Ad alcuni potrà anche non dire niente. Per molti, purtroppo, può essere anche un periodo molto solo e per tanti è solo consumismo.

Per l’arte è raccontare una storia. Una storia magica.

Noi crediamo in questo.

Fairy Tale – “L’Adorazione dei Pastori

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