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The Blue Drop Cafè – Acqua Calda con limone o infuso?

The Blue Drop Cafè:

Oggi sul menù: Acqua Calda con limone o infuso ?

So cosa state pensando. Che la differenza sia minima.

Si tratta di bevande calde, ristoranti e che fanno bene a molte cose, soprattutto se bevute nella circostanza giusta.

Ma in questo caso, la vera differenza non la fa tanto la bevanda, quanto l’opera in questione. Si tratta della distinzione – molto classica – fra un’opera del diciassettesimo secolo contro una del ventesimo.

In questo caso cambia senz’altro il bicchiere, il contesto ma anche e soprattutto il significato che queste bevande hanno offerto al pubblico.

Cominciamo con la più antica:

Una tazza elegantemente dipinta dallo spagnolo Francisco de Zurbarán nel 1630, intitolata proprio “Tazza d’acqua e una rosa sopra un piatto d’argento” .

Francisco de Zurbarán, Tazza di acqua e una rosa sopra un piatto d'argento" . 1630, National Gallery, Londra
Francisco de Zurbarán, Tazza di acqua e una rosa sopra un piatto d’argento”. 1630, National Gallery, Londra

La natura morta del 1630 (bodegona) è un silenzioso momento di pittura ermetico. Data la natura spirituale delle opere di de Zurbarán e la presenza fissa dell’elemento cristiano nel suo processo creativo, è difficile credere che si tratti solo di una scena puramente commensale. Difatti, sebbene l’infusione di frutta e erbe fosse pratica nota anche a quei tempi per preparare dei buoni te, è difficile immaginare un infuso con solo una rosa. Però non è da escludere.

Farebbe quasi pensare ad una fonte battesimale, con accanto la rosa, un simbolo conosciuto in tutta la storia dell’arte come un simbolo della Vergine. Il piatto d’argento è un onore aggiunto, un modo per esaltare la natura morta e darle preziosità.

Tutto molto intrigante per una semplice tazza di te. Se l’ipotesi del sotto-testo cristiano avesse una sua veridicità, si potrebbe dire che un obiettivo del pittore era anche ispirare in maniera molto subliminale l’idea di un benessere spirituale, attraverso degli elementi semplici e quotidiani.

Facendo un salto di alcuni secoli, vediamo l’opera di Roy Lichtenstein con “Senza Titolo (natura morta con limone e bicchiere)” del 1974.

Roy Lichtenstein, "Senza Titolo (natura morta con limone e bicchiere)", 1974. Collezione privata
Roy Lichtenstein, “Senza Titolo (natura morta con limone e bicchiere)“, 1974. Collezione privata

Roy Lichtenstein è considerato il fumettista della cultura popolare americana degli anni del Dopoguerra fino agli anni ’70.

Le sue scene rappresentano la semplicità della lettura estetica e l’immediatezza del concetto che arriva (e deve arrivare) a qualunque classe sociale, con anche un retrogusto ironico.

Le nature morte di Lichtenstein prendono voce da molte scuole artistiche, sempre con il suo stile unico, ma nel caso di questa immagine sembra richiamare alle nature morte composte di soli elementi inanimati, come quelle dei fiamminghi o del Settecento.

Quella che vediamo è praticamente la stessa scena dipinta da Francisco de Zurbarán, solo trasformata nel tempo e nelle intenzioni. Un contenitore con dell’acqua e un elemento accanto per dare sapore (in questi casi anche significati).

Il limone tradizionalmente venne associato alla salvezza per le sue proprietà curative.

Coincidenza interessante e sfiziosa.

Perciò dite: Acqua Calda con limone o infuso?

The Blue Drop Cafè

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